Hel, tu mi rubi il fiato,
e mi rubi l'odio
che da sempre semino
nelle forre d'umanità
e nei canti di fede.
Tu mi baci l'unghie,
e mi rubi il pianto
che al giorno aspergo
tra i verbi rinnegati,
su novizie in peccato.
Hel,sei alla finestra
con il tuo serto di notti
per mammelle avvizzite
su righe cattive della poesia.
Tu mi baci il sangue
e mi rubi la rivolta.
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lunedì 25 novembre 2019
domenica 3 maggio 2015
DA UNA FINESTRA
DA
UNA FINESTRA
con
le lacrime negli occhi,
le
mani trafitte dalla mia poesia
vergata
con rosso sangue.
Ho
da tempo uccisa l'illusione.
Sono
rannicchiato nell'ira.
Quando
ritornerà la neve
farò
catene di cristalli,
per
unire giorni migliori,
Quando
ritroverò la voce
canterò
le notti d'amore,
nelle
città mai visitate,
per
i nomi mai sussurrati.
Vorrei
veder cadere gl'indifferenti
nei
precipizi della notte.
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