Hel, tu mi rubi il fiato,
e mi rubi l'odio
che da sempre semino
nelle forre d'umanità
e nei canti di fede.
Tu mi baci l'unghie,
e mi rubi il pianto
che al giorno aspergo
tra i verbi rinnegati,
su novizie in peccato.
Hel,sei alla finestra
con il tuo serto di notti
per mammelle avvizzite
su righe cattive della poesia.
Tu mi baci il sangue
e mi rubi la rivolta.
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lunedì 25 novembre 2019
domenica 7 ottobre 2018
PRIMA DELLA NEVE
Porto
incontro a te il mio coraggio e la mia paura,
porto i
giorni del pianto e del sorriso,
porto una
memoria ed un fiore.
A volte ho
disatteso il canto e la speranza
immobile
nel mio nome e nelle nubi,
sconfitto
in immaginati combattimenti.
Prima della
neve ucciderò il silenzio,
posando
cento versi nelle tue mani,
posando
mille carezze sulle tue gote.
Ho
barcollato dentro le mie tempeste
incatenato
dal filo dell’incertezza,
bruciato
nell’inferno delle assenze.
Prima della
neve ti porterò il mio nome.
Ti porterò
chiodi per morire nel tuo cuore.
giovedì 5 aprile 2018
IL DOMATORE
Come tra i dolori
ringhia il domatore
alla visione d'aurora,
e batte il tamburo
con la follia ed il pianto.
Sta venendo un demone
a misurargli il cuore.
Sta sognando un mercante
sul tappeto di lune.
Come nelle tempeste
la vertigine nasce
nella culla di un amore,
e si mostra,e ruba il sole.
Come tra le menzogne
urla il domatore
alle visioni dei cani,
e batte il tamburo
con la follia ed il pianto.
mercoledì 13 settembre 2017
UN EPITAFFIO
Questo
è un buon giorno
per
svestirsi delle illusioni.
Scrivetevi
per tempo un epitaffio,
(non
toccatevi e non toccate ferro)
Lasciate
le compagnie di ventura
e
tutti i Brancaleoni per crociate.
Rinnegate
il pianto da nascituri
considerando
l'istante del tramonto,
quello
in cui verrà il crepuscolo
a
ricordarci che si muore soli.
Odiate l'orologio delle ore future,
urlando
che la speranza è follia.
domenica 26 febbraio 2017
ALL' ULTIMO TEMPO
Mi
reco all'ultimo tempo,
con
le mie passate visioni,
con
i miei cieli vissuti
nel
timore e nel coraggio.
Attraverserò
il limite delle incertezze,
ed
ogni infinito di nubi.
Ho
sognato. Ho amato.
La
mia nascita fiorì in culla d'amore.
Le
mie albe sorsero in cima alle speranze.
Ho
pianto. Ho riso.
Mi
reco alla sera,
da
tutti i sentieri percorsi,
con
tutti i fiori che ho colto per te.
sabato 31 dicembre 2016
DA ORIENTE
Questa mia poesia la dedico ai migranti che hanno sognato una vita migliore. Ai vivi ed ai morti.
Il flusso prese l'avvio da oriente,
librando prima un sussurro,
poi le tonanti voci, ai limiti delle città
e lungo gl'impetuosi giorni.
Come impazzite bestie
andammo dal sole alla notte,
dal silenzioso pianto a grida di tumulto.
Andammo,sfiorando rovine di gloria
e petali di fiori dal vento trasportati.
Da oriente,muovendo sui campi orfani,
incontrammo moltitudini,
bestie ferite che sognavano un recinto,
percorrendo come noi il mondo,
sognando notti tenere.
Il flusso prese l'avvio da oriente,
librando prima un sussurro,
poi le tonanti voci, ai limiti delle città
e lungo gl'impetuosi giorni.
Come impazzite bestie
andammo dal sole alla notte,
dal silenzioso pianto a grida di tumulto.
Andammo,sfiorando rovine di gloria
e petali di fiori dal vento trasportati.
Da oriente,muovendo sui campi orfani,
incontrammo moltitudini,
bestie ferite che sognavano un recinto,
percorrendo come noi il mondo,
sognando notti tenere.
venerdì 6 febbraio 2015
LE ALGIDE
Le sfiora soltanto per un attimo
il fulmine che accompagna il nulla.
Non cercano le sorgenti del pianto
per trafiggere le ore degli orrori.
Le cibano le moltitudini indifferenti
lungo le strade seminate di nebbie.
Sono affascinanti ed algide
con i fardelli di pietre per lapidanti.
Il demone le ama nelle alcove.
Sono diafane. Saranno il mondo.
il fulmine che accompagna il nulla.
Non cercano le sorgenti del pianto
per trafiggere le ore degli orrori.
Le cibano le moltitudini indifferenti
lungo le strade seminate di nebbie.
Sono affascinanti ed algide
con i fardelli di pietre per lapidanti.
Il demone le ama nelle alcove.
Sono diafane. Saranno il mondo.
martedì 21 ottobre 2014
CANTAMERLO
Attraverso il bosco
verso il prato in fiore,
in crude stagioni
di parole al vento,
si muove carponi
il matto Cantamerlo.
Si perde dentro il cielo
nudo sotto un sorriso,
passa a rovescio ore
nei vicoli spauriti.
Attraverso il muro
ferito dal pianto,
nell' incerto sogno.
Si muove a balzelli
il matto Cantamerlo
per cercare il ragno
dentro il buco del tempo,
per un canto urlato
verso altre sere.
verso il prato in fiore,
in crude stagioni
di parole al vento,
si muove carponi
il matto Cantamerlo.
Si perde dentro il cielo
nudo sotto un sorriso,
passa a rovescio ore
nei vicoli spauriti.
Attraverso il muro
ferito dal pianto,
nell' incerto sogno.
Si muove a balzelli
il matto Cantamerlo
per cercare il ragno
dentro il buco del tempo,
per un canto urlato
verso altre sere.
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