Io ho nella mano la tempesta
e in fondo al cuore la fredda lama.
Mi aprirò il petto.
Fenderò il tempo.
Con gli occhi umidi di veleno vi guarderò.
Con... no! Senza rammarico aprirò la mano
e voi sarete le polveri e la fine,
e intingerete zolle del vostro nero sangue.
Mi pentirò di nulla.
Mi sognerò nel sole.
Con il canto attraverserò la nuvola.
Nessuna preghiera.
Nessuna madre a tendermi le mani.
Ripulirò la lama.
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lunedì 12 novembre 2018
domenica 22 luglio 2018
I SERPENTI DI CITTA'
Non li avremmo
voluti vedere
tra le nostre
speranze e delusioni,
risorti come
cristi inchiodati al tempo
per ascriversi
glorie e miracoli,
per aspergere
pseudo acqua santa
su fronti e
frontiere dell’arrendevolezza.
Non possiamo
avere pensiero di perdono,
perché i
serpenti di città non hanno occhi.
Sono
striscianti sopra leggi e sogni,
finti
integerrimi,falsi legislatori,
in incavi di
muri senza raggi di sole
celano la
nostra condanna di cittadinanza.
I serpenti di
città non hanno parole
per illuderci
di certezza futuribile,
per
convincerci di luce il cuore.
Non li avremmo
voluti al banchetto,
non sopra i
prati senza fiori ed amore.
giovedì 5 aprile 2018
IL DOMATORE
Come tra i dolori
ringhia il domatore
alla visione d'aurora,
e batte il tamburo
con la follia ed il pianto.
Sta venendo un demone
a misurargli il cuore.
Sta sognando un mercante
sul tappeto di lune.
Come nelle tempeste
la vertigine nasce
nella culla di un amore,
e si mostra,e ruba il sole.
Come tra le menzogne
urla il domatore
alle visioni dei cani,
e batte il tamburo
con la follia ed il pianto.
venerdì 12 gennaio 2018
AI LATI DEL SENTIERO
Vengo da un luogo d'amore,
da un tempo di sorrisi e canti.
Ho incontrato albe radiose
e stretto mani con calli e carezze.
Ho sognato i sogni e il futuro,
respirando il sole e l'inverno.
Ora che il vento mi cerca le rughe,
sono seduto sulle foglie e la speranza,
per sentire ai lati del sentiero
la melodia dei battiti del cuore.
Ad occhi chiusi rincorro il cielo
senza nere nubi,senza il tuono.
Vengo dai giorni d'amore.
domenica 2 aprile 2017
IO PARTIRO' DOMANI.....FORSE!
Io
partirò domani per il Sud.
Voglio
portarti il ghiaccio,
e
la mia speranza.
Io
partirò domani per il Nord.
Voglio
portarti il sole,
e
la mia stanchezza.
Io
partirò domani per l'Est.
Voglio
portarti le linee di confine,
e
la delusione.
Io
partirò domani per l'Ovest.
Voglio
portarti veloci sogni,
e
convenienti preghiere.
sabato 31 dicembre 2016
domenica 6 novembre 2016
UNA COPERTA DI TRISTEZZA
Sopra di noi il cielo divenne una coperta di tristezza.
I giorni scorsero nell'assenza del canto del fiume.
Ogni nostra stagione ebbe nome gelo d'inverno.
Dove sono le risa, e il suono dei tamburi di caccia?
Dove canteranno le squaws sull'erba e i fiori?
Quando potrà la mia gente sognare ancora?
Quando saranno nel sole i papooses e le madri?
Intorno a noi urlarono fuoco i serpenti.
Intorno ai nostri teepees si seminò la notte.
I giorni scorsero nell'assenza del canto del fiume.
Ogni nostra stagione ebbe nome gelo d'inverno.
Dove sono le risa, e il suono dei tamburi di caccia?
Dove canteranno le squaws sull'erba e i fiori?
Quando potrà la mia gente sognare ancora?
Quando saranno nel sole i papooses e le madri?
Intorno a noi urlarono fuoco i serpenti.
Intorno ai nostri teepees si seminò la notte.
venerdì 2 settembre 2016
FINO ALL'ULTIMO SOLE
il tempo cesellerà gl'infiniti d'amore.
Quando le nostre mani si toccheranno
il giorno non incontrerà il tramonto.

Fino all'ultimo sole ascolterò il tuo cuore.
domenica 10 luglio 2016
CADDERO GLI ANGELI
Caddero
senza rumore,gli angeli,
colpiti
dalle mie bolle di sapone.
Il
facitore s'illudeva.
Di
mia resa e fede al sacro nome,
alle
sue regole sacrali.
Non
tonfi. Planaggi leggeri.
Genti
di tante frontiere
plaudirono
all'accadimento,
scevri
da voglia di perdoni.
L'assoluto
restò silenzioso.
Forse
sorpreso dalla sorpresa
Le
bolle giunte senza preavviso
non
gli permisero delle difese.
Caddero
gli angeli tra le ortiche,
uccisi
dai miraggi dentro il sole.
giovedì 7 luglio 2016
PAPAVERI
Poesia di Daniel Varujan
Cogli,sorella,questi
papaveri,
sanguinanti
come cuori innamorati.
Nelle
loro coppe di cristallo
berremo
l'onda del sole.
Tanto
divampano di fiamme
che
il òoro incendio brucia i campi sterminati.
Nelle
loro coppe di fuoco
berremo
le scintille delle stelle.
Cogli,sorella,come
la quaglia nascosta
tra
i grani che dolcemente vezzeggiano.
Nelle
loro coppe scarlatte
berremo
il sangue dei solchi.
Chini
sui nidi delle allodole
fluttuano
come grappoli di raggi rossi.
Nelle
loro coppe rubino
berremo
la promessa della primavera.
Cogli,sorella,non
i papaveri,ma la fiamma;
avvolgi
del loro incendio il tuo grembiule verginale.
Nelle
loro coppe delicate
berremo
i fuochi di giugno.
Fiori
sbocciati sulle tue tenere labbra,
conversano
con il grano vibrante.
Nelle
loro coppe purpuree
berremo
il mistero delle spighe.
Coglili,sorella,perché
di essi c'inconoreremo,
per
la gioiosa festa di domani,al villaggio.
E
in queste coppe,danzando,
berremo
il vino dell'amore.
venerdì 26 febbraio 2016
TRE STILLE
Lei gli porse tre
stille di sangue
perché scrivesse
l'infinito amore
per le ore distese
sul pensiero,
tra le lune fiorite
nei respiri.
Le stagioni si
ornarono di luce
dentro un tempo
senza tempo,
dentro gli anni e
tutte le parole.
Si disperse nella
nebbia il silenzio.
Si posarono le
stelle sulle labbra.
Lui le porse tre
stille di rugiada
perché si
dissetasse col suo amore
nel fremito di ogni
primavera,
sui raggi del sole
delle estati.
giovedì 19 febbraio 2015
CERCANDO IL FALCO
Ho lasciato sulla pietra il fuoco
disegnando i miei passi
sul sogno e sulle nevi.
Vado all'idea delle montagne
cantando i miei giorni
verso una improvvisa sera.
Scansa il tuo fuoco,sole,
dai miei occhi chiari.
Io sto cercando il falco.
Mi donerà gli artigli
per fare oscuro il tuo mondo,
precipitando la luce
per assentarti il cuore.
disegnando i miei passi
sul sogno e sulle nevi.
Vado all'idea delle montagne
cantando i miei giorni
verso una improvvisa sera.
Scansa il tuo fuoco,sole,
dai miei occhi chiari.
Io sto cercando il falco.
Mi donerà gli artigli
per fare oscuro il tuo mondo,
precipitando la luce
per assentarti il cuore.
sabato 3 maggio 2014
IL SOLE SORGE
Si recano i giorni
alle terre madri dei presagi.
Umani sfiorano il mondo,
dall'anelito all'agonia.
Il sole sorge.
S'inchioda al vuoto il tempo.
alle terre madri dei presagi.
Umani sfiorano il mondo,
dall'anelito all'agonia.
Il sole sorge.
S'inchioda al vuoto il tempo.
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