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venerdì 6 dicembre 2019

VENTIDUE GALLINE


E d'improvviso furono vedove.
Oh come divennero tristi,
e le piume diedero al vento.
Vercingetorige é silenzioso.
Oh quanto é raggrumato il sangue,
e i tamburi lacrimano.
Caldo era il giaciglio del sogno
di ventidue galline.
Si é oscurato il cielo,
e daghe e lance danzano.
E d'improvviso furono nell'orizzonte,
senza il fuoco,senza grida d'amore.

giovedì 31 gennaio 2019

E

Nere le nubi ci circondano,
e siamo immobili.
Molto abbiamo camminato
su terra non dissodata,
e siamo rinnegati.
Bianco latte si è bevuto,
e siamo imprevisti.
E allora venga un demone
a portarci fuoco.
Sorgano giorni rabbiosi.
E saremo uomini.

lunedì 17 settembre 2018

ALL'ABBAIARE DEI CANI


All’abbaiare dei cani nascondemmo Dio,
e rifornimmo la mente di fuoco e vento,
e ritrovammo il furore perso nel silenzio.
Al gracidare delle rane deflorammo le sante,
con il cuore lieto ed oceano di salive,
con il desiderio orientato all’inferno.
Siamo vaganti tra gli anatemi futuri.
Siamo le cellule danzanti con lucciole.
Siamo la porta del santuario in rovina.
All’abbaiare dei cani nascondemmo Dio,
e La Trinità, e Maria che filava la lana.
Ci brucia, per bruciarvi, la mente.
V’inchioderemo al buio il pensiero.

mercoledì 20 dicembre 2017

DEI TUOI OCCHI


Nella memoria un uomo ha il fuoco,
ha il profumo del fiore che sei.
Cammina nella luce dei tuoi occhi,
oltre il peso delle montagne,
oltre il timore dei tuoni e del tempo.
Nella memoria un uomo ha il mare,
ha il sogno delle tue primavere.
Tienilo nella luce dei tuoi occhi.

lunedì 4 dicembre 2017

UNA TANA DA LEGGENDA



Sfiorami con la tua mano
al confine dei giorni.
Ho attraversato il tempo,
ora il tempo mi attraversa
con il dardo dell'infanzia.
Non sarò nella prigione del vento,
non mi toccherà una tana da leggenda.
Dedicami una lacrima chiara
sulla foglia caduta dal sogno.
Ho consumato il fuoco,
ora il fuoco m'incendia le parole.
Sfiorami senza malinconia
nel paesaggio del tuo canto.
 

mercoledì 15 novembre 2017

TU UCCIDESTI


Tu uccidesti il mio canto e la mia dolcezza.
Non sorgeranno più nei miei occhi le lune,
non ascolterò più le risa, e l'ululato dei lupi
nell'inverno, dentro la tenda del mio forte amore.
Hai portato via con te il nostro silenzio, e il sangue
dentro il fuoco , e l'agonìa del mustang.
Tu ancora vedrai l'alba ed il fiore.
Noi non saremo nel tempo e nella memoria,
non terremo nella mano un'altra mano, e la freccia
da scagliare a fermare il vento, e il fiato del bisonte.
Tu uccidesti il mio cammino nel sogno.


sabato 28 ottobre 2017

WAUNA






A te Wauna dono fiori di neve
ed i pensieri del fuoco
sulla pelle di luna.
Sono lontananze le nostre tende.
Sono mille infiniti i nostri dolori.
A te Wauna dono stella di cuore
e la sconfitta del vento
sui monti del sogno.
Sono lontananze le nostre terre.
Sono cento inverni i nostri silenzi.
A te Wauna dono i ricordi.




lunedì 28 agosto 2017

NELLE TUE MANI

Sono partito da un tempo senza nome
con mille lacrime negli occhi,
e nella mano il foglio della memoria.
Tu aspettami nell'orizzonte 
con le tue labbra di rovente fuoco,
e nel tuo canto la melodia degli infiniti.
Cammino insieme alla mia visione
con cento dolori senza voce.
Tu prendimi nel tuo mistero,
nelle tue mani e nei lucenti giorni.
Sono nel suono delle tue parole.


 

martedì 6 giugno 2017

NIYA



Tu mi hai portato incontro alla luce
per disegnarmi la vita con le tue labbra.
Madre nei grandi sentieri del fiore,
tu hai preso dal cielo i miei sogni
con il tuo niya entro i miei occhi,
con il mio riflesso nelle tue lacrime.
Si sono incamminate le mie lune,
tenute per mano dalla tua voce,
verso il fuoco e verso il coraggio,
verso l'orizzonte dei miei passi.
Tu sei niya nell'aria del giorno,madre,
sei le stagioni che non hanno il turbine.

mercoledì 4 gennaio 2017

AD EST DI SAMARCANDA




Smarrì il sentiero il vecchio Eveunath,
con gli occhi immersi in un dolore
che in seno all'ultimo tramonto
recise mille fiori e mille baci.
Sognò di uccidere il suo cavallo nero,
con le mani a tremare nella sera
che le stelle sacrificò nel vento.
Eveunath rincorse memorie antiche
di alito e carezze nell'erba verde,
di labbra come rubini dei melograni.
Apparve il fuoco che aggrappò la luna.
Ad est di Samarcanda smarrì la vita.



domenica 25 dicembre 2016

IL FUOCO E L'URLO



Oh,com'é magico agli occhi il firmamento,
mentre le streghe s'erudiscono nel delirio.
La luna viene ed adagiarsi nelle mie mani
perché io possa dare luce alle tue voglie,
perché torni anche uccello verso il nido.
D'improvviso la bestia lascia il suo giaciglio
e si arrende la remora al vortice e alla tentazione,
divaricando la calda ansa, e celebrando i lombi.
S'intride di respiri l'alveo della foresta.
Rincorre il fuoco e l'urlo la tua bocca.



domenica 6 novembre 2016

UNA COPERTA DI TRISTEZZA

Sopra di noi il cielo divenne una coperta di tristezza.
I giorni scorsero nell'assenza del canto del fiume.
Ogni nostra stagione ebbe nome gelo d'inverno.
Dove sono le risa, e il suono dei tamburi di caccia?
Dove canteranno le squaws sull'erba e i fiori?
Quando potrà la mia gente sognare ancora?
Quando saranno nel sole i papooses e le madri?
Intorno a noi urlarono fuoco i serpenti.
Intorno ai nostri teepees si seminò la notte.

giovedì 7 luglio 2016

PAPAVERI

Poesia di Daniel Varujan

Cogli,sorella,questi papaveri,
sanguinanti come cuori innamorati.
Nelle loro coppe di cristallo
berremo l'onda del sole.
Tanto divampano di fiamme
che il òoro incendio brucia i campi sterminati.
Nelle loro coppe di fuoco
berremo le scintille delle stelle.
Cogli,sorella,come la quaglia nascosta
tra i grani che dolcemente vezzeggiano.
Nelle loro coppe scarlatte
berremo il sangue dei solchi.
Chini sui nidi delle allodole
fluttuano come grappoli di raggi rossi.
Nelle loro coppe rubino
berremo la promessa della primavera.
Cogli,sorella,non i papaveri,ma la fiamma;
avvolgi del loro incendio il tuo grembiule verginale.
Nelle loro coppe delicate
berremo i fuochi di giugno.
Fiori sbocciati sulle tue tenere labbra,
conversano con il grano vibrante.
Nelle loro coppe purpuree
berremo il mistero delle spighe.
Coglili,sorella,perché di essi c'inconoreremo,
per la gioiosa festa di domani,al villaggio.
E in queste coppe,danzando,
berremo il vino dell'amore.

lunedì 13 giugno 2016

VERSANDO IL VERSO


Fu nel plenilunio.
Fu nei lunghi ululati di lupi.
Parve piantarsi nel silenzio,
come desiderato stilo
alla carne ed al fremito,
come caduta di stelle al fiore.
Fu chiesto il tempo ai lombi.
Fu dedicato l'urlo alla notte.
Versando il verso vivemmo,
protesi alle sorgenti del fuoco.
Versando il verso morimmo,
confusi nei raggi di luna.

mercoledì 18 maggio 2016

WASICHU

Ricordaci nelle albe luminose
sull'erba che danzava col vento,
ascoltaci ancora nel sussurro
del fiume dal cuore limpido,
perdonaci se siamo vissuti
nella terra del nostro sogno.
Fu repentina la notte.
Divampò sui villaggi il fuoco.
Si arresero al silenzio le lacrime.
Ricordaci nel colore del sangue
sulle penne cadute sui fiori,
tra i rivoli della neve violata.
Perdonaci se abbiamo danzato
nel sole del nostro destino.
Ti sia leggero il cuore,wasichu.

mercoledì 23 marzo 2016

UN IMPROVVISO SORTILEGIO

Sarà in un improvviso sortilegio.
Non gireranno lancette d'orologio,
non saranno dette cinque allusioni.
Ti aprirai lasciva al serpente
urlando il desiderio sempre atteso,
mostrando i denti ed il candore,
prendendo nella bocca il cielo.
Non canteranno i salmi alla luna
quanti diverranno ombre folli,
perduti nella voglia d'impazzire,
sognanti la lingua dentro il mare.
Ti donerai per sempre ai demoni,
chiedendo loro un infinito fuoco.

   

sabato 30 gennaio 2016

CERTI PADRI


Certi padri si prestano volentieri
all'abbraccio illusorio dei venti
che paiono offrire loro un viaggio
alla volta dei regni della dolcezza.
S' inerpicano sui monti di Veneri
con le carni di fuoco e latte,
per battaglie contro le ombre,
per piantare pali nel vaso di miele.
Padri che connotano il nulla,
disfano la vita ed il sogno 
con il verbo fattosi merda,

con incendio di sguardi d'amore.
Raccontano le storie d'orina
piantando nel giorno le spine.
Certi padri abbracciano i venti.

lunedì 4 gennaio 2016

ALLA QUERCIA





Io non sarò sotto le tue fronde
a leggere i miei ieri ed i miei domani,
nell'aria magica del giorno d'estate,
nel cerchio dei ricordi d'amore,
nella conta lenta dei passi compiuti.
Va il giorno ad un tramonto di fuoco
senza i volti dei desiderati sorrisi,
senza il fischio d'un treno che arriva.
Cadono parole nel campo del silenzio,
nell'attesa d'un paesaggio di ultima luna.
Non si poserà sulle tue foglie
la lacrima che s'illuminerà sulla mia gota,
alla movenza greve della memoria.
 

domenica 27 dicembre 2015

NON MI ASPETTARE

Per questo plenilunio non mi aspettare
nei pressi del tuo pensiero
a porre fiori di campo,
a darti stelle del cielo.
Non mi aspettare nella notte magica
sul prato del tuo respiro
a dire frasi di sole,
a darti gemme di sangue.
Ho corda a legarmi il cuore
che hai appeso al vento,
che hai dedicato al fuoco.