Sopra di noi il cielo divenne una coperta di tristezza.
I giorni scorsero nell'assenza del canto del fiume.
Ogni nostra stagione ebbe nome gelo d'inverno.
Dove sono le risa, e il suono dei tamburi di caccia?
Dove canteranno le squaws sull'erba e i fiori?
Quando potrà la mia gente sognare ancora?
Quando saranno nel sole i papooses e le madri?
Intorno a noi urlarono fuoco i serpenti.
Intorno ai nostri teepees si seminò la notte.
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domenica 6 novembre 2016
martedì 27 ottobre 2015
L'EGOCENTRISMO DEL GATTO
In solitudine avanza
trafiggendosi di raggi di luna,
lungo i suoi sentieri di lotta
per feroci unghiate alla vita.
Si discosta dal cranio del cane
fino all'odio di ogni resa,
dentro i tempi del suo istinto,
fuori d'ogni carezza di sole.
Si pervade d'egoismo di luce
attraverso la sua stagione,
lungo l'orizzonte degli occhi.
Avanza sul rumore del mondo
scansando i silenzi dei cani.
trafiggendosi di raggi di luna,
lungo i suoi sentieri di lotta
per feroci unghiate alla vita.
Si discosta dal cranio del cane
fino all'odio di ogni resa,
dentro i tempi del suo istinto,
fuori d'ogni carezza di sole.
Si pervade d'egoismo di luce
attraverso la sua stagione,
lungo l'orizzonte degli occhi.
Avanza sul rumore del mondo
scansando i silenzi dei cani.
sabato 22 agosto 2015
INVERNO DI DOMANI
Ti sto ascoltando,inverno di domani.
Odo il tuo sussurro alla mia età,
alla parola flebile delle passioni,
ai canti dimenticati per troppi silenzi,
al passo lungo la strada sconnessa.
Ha lame il tuo gelo lucente al mio cuore.
Mi siedo sulle dette frasi d'amore,
in attesa delle mie ultime lune,
nel mistero dei giorni irrisolti,
nella gioia di un albero verde.
Mi parli, sopravvenendo allo sguardo.
Odo ogni melodia della mia stagione.
Odo il tuo sussurro alla mia età,
alla parola flebile delle passioni,
ai canti dimenticati per troppi silenzi,
al passo lungo la strada sconnessa.
Ha lame il tuo gelo lucente al mio cuore.
Mi siedo sulle dette frasi d'amore,
in attesa delle mie ultime lune,
nel mistero dei giorni irrisolti,
nella gioia di un albero verde.
Mi parli, sopravvenendo allo sguardo.
Odo ogni melodia della mia stagione.
giovedì 2 gennaio 2014
MIO NOME
Véstiti
di sera mio nome.
Per
innamorare di stelle
il
cuore di campi orfani
del
canto e del dolore.
Per
accarezzare di lacrima
i
silenzi e le mani
nella
catena del giorno.
Passano
tra le mancanze
sogno
e stagione di grano,
e
fiori di neve.
Véstiti
di luce mio nome.
Andrai
al di là dello sguardo,
alle
cime della certezza,
nel
mare del cuore.
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