Visualizzazione post con etichetta nero. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta nero. Mostra tutti i post

giovedì 25 aprile 2019

VERSO I MIEI VERSI




Mi benderò gli occhi
col nero della notte,
intraprendendo il viaggio
verso i miei versi.
Dormono le urla
mentre oltrepasso le ombre
e l'intenzione d'un sogno.
Con tra le mani un fiore
legherò le vene a raggi di luna.
E dimenticherò la memoria
e m'inciderò sul tempo.

mercoledì 1 marzo 2017

TERSA E' L'ALBA

Il pensiero é cannibale,
e divora.
Divora un punto indefinito,
e i definiti tempi.
Brandisce il nero
e fende solitudini,
e lardo,e muffe temporali.
Divora e rigurgita.
Percorre il campo
e vibra d'armonie,
e speranze,e santa confessione.
Tersa é l'alba.



sabato 14 gennaio 2017

NEL PLENILUNIO


Fu nel plenilunio.
Ho il ricordo ed il pianto
appesi agli alti alberi
delle pendici del mio pensiero.
Alle lontananze del ricordo
aggiungevo ululati e carezze
per celebrare la pietra tombale,
per dirle l'infinito amore,

per dipingermi di nero gli occhi.
Fu nel plenilunio e nel sangue.
Ho fredde le mani e la speranza
nelle langhe del giorno,
nelle notti senza  sogni,
nelle assenze delle mie parole.


 

mercoledì 4 gennaio 2017

AD EST DI SAMARCANDA




Smarrì il sentiero il vecchio Eveunath,
con gli occhi immersi in un dolore
che in seno all'ultimo tramonto
recise mille fiori e mille baci.
Sognò di uccidere il suo cavallo nero,
con le mani a tremare nella sera
che le stelle sacrificò nel vento.
Eveunath rincorse memorie antiche
di alito e carezze nell'erba verde,
di labbra come rubini dei melograni.
Apparve il fuoco che aggrappò la luna.
Ad est di Samarcanda smarrì la vita.



domenica 19 luglio 2015

VERSO I MIEI VERSI


Mi benderò gli occhi
col nero della profonda notte,
intraprendendo il viaggio
verso i miei versi, per maledirti.
In lontananze dormono le urla
distese tra le pieghe del respiro,
armate d'arcani desideri
per fendere il cielo del tuo mondo.
Ora oltrepasso le mie ombre
nell'intenzione d'assassinare il sogno,
recando tra le mani un fiore
rubato nell'ansa del tuo inferno.
Mi legherò le vene
a raggi di lune senza cielo,
dimenticando la memoria
che mai s'inciderà sul tempo.

venerdì 25 aprile 2014

ALCE NERO 1853-1950



" Non sapevo in quel momento
che era la fine di tante cose.
Quando guardo indietro,adesso,
da questo alto monte della mia vecchiaia,
ancora vedo le donne e i bambini massacrati,
ammucchiati e sparsi lungo quel burrone,
a zig-zag,chiaramente come li vidi
coi miei occhi da giovane.
E posso vedere che con loro morì un'altra cosa,
lassù sulla neve insanguinata,
e rimase sepolta sotto la tormenta.
Lassù morì il sogno di un popolo.
Era un bel sogno...il cerchio della nazione
è rotto e i suoi frammenti sono sparsi.
Il cerchio non ha più centro,
e l'albero sacro è morto."
(Alce Nero)