Da tanto tempo entro nei venti,
e assopisco i giorni sul ferro.
Rubai il sogno da un istante,
e uccisi il fantasma del tempo.
Io non sono tra le pieghe di un sorriso,
e non sono meravigliato dal coraggio.
Dalle notti catturo le parole,
e cullo tra le braccia l'inferno.
Da un inverno fiorii le lacrime,
e dispersi la cenere nel cuore.
Da,e per sempre,nutro il mio furore.
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venerdì 17 maggio 2019
venerdì 19 maggio 2017
IN QUELL'ALBA FUTURA
Si alterneranno i sorrisi e le lacrime
nel profumo dei fiori,nei paesaggi nebbiosi,
tra ore lucenti,nel soffio del vento.
Sarà senza direttrice la memoria
ai limiti d'ogni giorno,nell'assenza di luna,
dentro i disegni del sogno,nella cenere del tempo.
Si rincontreranno il corpo e l'ombra
nei pressi del canto,al morso del dolore,
nella culla delle storie,in un raggio di sole.
Ho certezza della mia assenza
in quell'alba futura.
lunedì 13 gennaio 2014
IO NON GUARDO I NUMERI
Nello scorrere le pagine
io non guardo i numeri
del viaggio verso la cenere,
intrapreso senza religioni.
Dalla iniziale primavera
molti fiori hanno perduto il prato,
molte lanterne sono state accese.
le lacrime sono cadute limpide.
Dei giusti negati al tempo
tanti rifuggono la memoria,
tante sono le voci assenti.
Scorrendo le pagine
arriverò al numero finale.
Questo libro non narra tristezza,
è aperto da quando è sorto il sole.
io non guardo i numeri
del viaggio verso la cenere,
intrapreso senza religioni.
Dalla iniziale primavera
molti fiori hanno perduto il prato,
molte lanterne sono state accese.
le lacrime sono cadute limpide.
Dei giusti negati al tempo
tanti rifuggono la memoria,
tante sono le voci assenti.
Scorrendo le pagine
arriverò al numero finale.
Questo libro non narra tristezza,
è aperto da quando è sorto il sole.
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